La NASA ha completato con successo la Wet Dress Rehearsal (WDR) di Artemis II il 19 febbraio 2026, superando l'ultimo grande ostacolo tecnico per il primo volo lunare con equipaggio in oltre mezzo secolo. Questo test critico presso il Launch Complex 39B del Kennedy Space Center ha confermato la prontezza al volo dello Space Launch System (SLS) e della navicella Orion. Simulando con successo un conto alla rovescia completo e la procedura di rifornimento, l'agenzia si è posizionata per lanciare quattro astronauti attorno alla Luna già il 6 marzo 2026.
Il completamento con successo della WDR segna un momento cruciale per la missione Artemis II, che rappresenta la prima volta che degli esseri umani si avventureranno oltre l'orbita terrestre dalla missione Apollo 17 del 1972. Mentre la precedente missione Artemis I era un test senza equipaggio dei sistemi integrati, questo prossimo volo trasporterà un equipaggio eterogeneo di quattro persone per testare i sistemi di supporto vitale e la navigazione nello spazio profondo. Il raggiungimento di questo traguardo è particolarmente significativo date le sfide tecniche, incluse le perdite di idrogeno, che avevano ritardato le fasi di test iniziali per tutto l'inizio di febbraio 2026.
Cosa è successo durante la wet dress rehearsal di Artemis II?
La NASA ha condotto con successo la wet dress rehearsal di Artemis II caricando propellente criogenico nei serbatoi del razzo SLS e simulando gli ultimi 10 minuti di un conto alla rovescia di lancio. Il test, che si è concluso alle 22:16 ET del 19 febbraio 2026, ha convalidato che l'idrogeno liquido e l'ossigeno liquido a temperature ultra-basse possono essere trasferiti in sicurezza allo stadio centrale e a quello superiore senza le persistenti perdite che in precedenza avevano ostacolato il programma. Questa prova ha confermato che i sistemi di terra del Kennedy Space Center sono pienamente integrati con l'hardware di volo.
La precisione tecnica è stata il segno distintivo di questo secondo tentativo di WDR, dopo che un test precedente del 2-3 febbraio era stato interrotto. Per risolvere i problemi, gli ingegneri della NASA hanno sostituito le guarnizioni del Tail Service Mast Umbilical (TSMU), l'interfaccia critica dove il propellente fluisce dalla terra verso il razzo. Durante il test del 19 febbraio, sia lo stadio centrale che l'Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS) sono stati completamente riforniti entro le 14:41 ET, dimostrando che le modifiche all'hardware hanno avuto successo. Nonostante una lieve "anomalia di tensione nel sistema avionico dei booster" durante il primo conteggio terminale di prova, il team ha riavviato correttamente la procedura e completato un secondo conto alla rovescia fino al segno programmato di T-29 secondi.
Chi compone l'equipaggio di Artemis II?
L'equipaggio di Artemis II è composto dagli astronauti della NASA Reid Wiseman come comandante, Victor Glover come pilota e Christina Koch come specialista di missione, insieme all'astronauta dell'Agenzia Spaziale Canadese (CSA) Jeremy Hansen come specialista di missione. Questo team internazionale di quattro persone rappresenta uno sforzo collaborativo per tornare nello spazio profondo, con ogni membro che porta una vasta esperienza maturata sulla Stazione Spaziale Internazionale e nei test di volo sperimentali. Saranno i primi esseri umani a vedere di persona la faccia nascosta della Luna nel XXI secolo.
I ruoli della missione sono assegnati strategicamente per garantire la sicurezza e il successo del volo di 10 giorni. Il Comandante Reid Wiseman guiderà la missione, mentre il Pilota Victor Glover gestirà i comandi di volo della navicella. La Specialista di Missione Christina Koch, che detiene il record per il singolo volo spaziale più lungo effettuato da una donna, e Jeremy Hansen, il primo canadese ad avventurarsi verso la Luna, supervisioneranno gli obiettivi scientifici e le prestazioni dei sistemi. L'equipaggio è stato sottoposto a anni di rigoroso addestramento, comprese le simulazioni della traiettoria di libero ritorno che utilizzeranno per garantire un ammaraggio sicuro nell'Oceano Pacifico anche in caso di guasti alla propulsione.
Cosa succede se Artemis II manca la finestra di lancio di marzo?
Se Artemis II manca la finestra di lancio primaria di marzo, la missione dovrà attendere il successivo allineamento lunare, che tipicamente avviene ogni quattro settimane. La meccanica orbitale richiede un posizionamento specifico della Terra e della Luna per garantire che la navicella Orion possa raggiungere la traiettoria prevista e mantenere un corretto controllo termico. Sebbene la NASA abbia identificato il 6 marzo 2026 come data obiettivo, le opportunità successive sono pre-calcolate per aprile e maggio in base alla geometria celeste e alle condizioni di illuminazione del sito di recupero.
La logistica di lancio dipende fortemente dall'allineamento tra la prontezza a terra e i fattori ambientali. Secondo Marcia Smith di SpacePolicyOnline.com, la NASA ha già pubblicato un elenco di date di lancio fattibili per la prima metà del 2026 per tenere conto di potenziali ritardi tecnici o meteorologici. Mancare una finestra non implica necessariamente un fallimento tecnico, ma piuttosto l'impegno verso la cultura della "sicurezza prima di tutto" che definisce il volo spaziale umano moderno. Un ritardo verso la fine di marzo o aprile consentirebbe un'ulteriore revisione dei dati della WDR, ma farebbe slittare anche la tabella di marcia per la successiva missione Artemis III, che mira a far atterrare gli esseri umani sulla superficie lunare.
L'importanza del profilo di missione di 10 giorni
Il profilo di missione per Artemis II è concepito come un test ad alta posta in gioco dei sistemi di supporto vitale della navicella Orion. Nel corso di 10 giorni, l'equipaggio viaggerà per circa 4.600 miglia oltre la faccia nascosta della Luna prima di tornare sulla Terra. Questa "traiettoria ibrida di libero ritorno" è una caratteristica di sicurezza critica; utilizza la gravità della Luna per riportare naturalmente la navicella verso la Terra senza richiedere una grande accensione del motore per tornare a casa. Questa configurazione consente alla NASA di valutare come la navicella gestisce l'ambiente di radiazioni dello spazio profondo e il freddo estremo dell'ombra lunare prima di tentare un allunaggio più complesso.
Inoltre, la fase di rientro della missione sarà un obiettivo principale per i ricercatori. Lo scudo termico di Orion deve resistere a temperature di quasi 5.000 gradi Fahrenheit mentre la capsula colpisce l'atmosfera terrestre a 25.000 miglia orarie. Convalidare le prestazioni dello scudo termico con esseri umani a bordo è l'ultimo prerequisito per la missione Artemis III. I dati raccolti durante l'ammaraggio di Artemis II saranno analizzati meticolosamente per garantire che i futuri equipaggi possano sopravvivere ai profili di rientro ancora più impegnativi previsti dagli atterraggi lunari polari.
Il futuro del programma Artemis
In seguito al successo della WDR, la NASA terrà una conferenza stampa formale il 20 febbraio 2026 per fornire un briefing tecnico dettagliato e potenzialmente annunciare una data di lancio ufficiale. Il passaggio dai test alle operazioni di volo attive rappresenta un cambiamento psicologico e operativo per il Kennedy Space Center. I tecnici inizieranno ora la chiusura finale della capsula Orion e l'armamento finale dei booster a propellente solido del razzo SLS. Se l'obiettivo del 6 marzo verrà mantenuto, il mondo assisterà all'inizio di una nuova era di esplorazione umana che mira a stabilire una presenza a lungo termine sulla Luna.
Le missioni future sotto l'ombrello Artemis dipendono interamente dal successo di questo volo. Artemis II funge da ponte tra il test senza equipaggio Artemis I e la storica missione Artemis III, che intende far atterrare la prima donna e la prima persona di colore sul polo sud lunare. Completando con successo la Wet Dress Rehearsal, la NASA ha dimostrato di aver padroneggiato le complesse procedure di rifornimento e di conto alla rovescia richieste per il suo razzo più potente, portando l'obiettivo di un'economia lunare sostenibile un passo più vicino alla realtà.
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