Il rover Curiosity della NASA ha raggiunto un importante traguardo della missione il 26 settembre 2025, catturando immagini ad alta risoluzione di rare formazioni boxwork sulle pendici del Monte Sharp. Queste intricate creste simili a ragnatele, documentate nel Sol 4.671, offrono una prova profonda dell'antica attività delle acque sotterranee avvenuta miliardi di anni fa all'interno del Cratere Gale. Studiando queste "ragnatele" di pietra, gli scienziati stanno ottenendo un quadro più chiaro della transizione del pianeta da un mondo umido e potenzialmente abitabile al deserto ghiacciato che è oggi.
Cosa sono le "ragnatele" del Monte Sharp scoperte da Curiosity?
Le "ragnatele" su Marte sono strutture geologiche note come boxwork, caratterizzate da creste minerali intersecanti che risaltano dopo l'erosione della roccia circostante più tenera. Queste formazioni, catturate dalla Mastcam del rover, sono costituite da basse creste con cavità intermedie, che ricordano un nido d'ape o una ragnatela. Si sono formate quando l'acqua ricca di minerali è filtrata nelle fratture della roccia, indurendosi in vene resistenti.
Lo splendido panorama che ha rivelato queste strutture è composto da 179 singole immagini unite dai team del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA. Questa vista a colori naturali offre una prospettiva "ad altezza uomo" della superficie marziana, evidenziando la complessità del terreno presso il Monte Sharp. Gestita dal Caltech, la missione ha utilizzato lo strumento Mastcam, costruito da Malin Space Science Systems, per documentare il sito con un dettaglio senza precedenti, consentendo ai geologi di tracciare la storia del flusso d'acqua attraverso l'antico substrato roccioso marziano.
Come si sono formate le creste boxwork su Marte?
Le creste boxwork su Marte si sono formate miliardi di anni fa, quando l'acqua sotterranea è filtrata attraverso le fratture nel substrato roccioso, depositando minerali che si sono induriti in strutture simili a cemento. Nel corso di ere geologiche, la persistente erosione eolica ha rimosso la roccia sedimentaria circostante più tenera, lasciando le resistenti creste minerali a formare trame incrociate. Questo processo evidenzia un periodo di intensa attività geologica e idrologica sul Pianeta Rosso.
La formazione del boxwork è un processo geologico a più stadi che richiede specifiche condizioni ambientali. In primo luogo, sollecitazioni tettoniche o termiche devono creare una rete di fessure nella roccia ospite. Successivamente, fluidi ricchi di minerali — probabilmente contenenti solfato di calcio o solfato di magnesio — devono permeare queste fessure. Quando l'acqua evapora o reagisce con la roccia ospite, lascia dietro di sé vene minerali indurite. L'aspetto finale di queste strutture come "pinne" o "ragnatele" è il risultato dell'erosione differenziale, in cui l'atmosfera e la sabbia trasportata dal vento rimuovono la roccia meno durevole più velocemente delle fratture cementate dai minerali.
Le formazioni boxwork potrebbero indicare una passata vita microbica su Marte?
Le formazioni boxwork non indicano direttamente una passata vita microbica su Marte, ma forniscono prove di un ambiente abitabile con acque sotterranee persistenti. Sebbene queste strutture suggeriscano condizioni che potrebbero aver sostenuto la vita più a lungo di quanto precedentemente pensato, si tratta principalmente di processi minerali abiotici. Gli scienziati considerano questi siti come obiettivi ad alta priorità per studiare la stabilità chimica necessaria per l'antica sopravvivenza biologica.
La presenza di queste vene minerali suggerisce che il sottosuolo di Marte sia rimasto umido e chimicamente attivo anche dopo la scomparsa dell'acqua in superficie. Questo ambiente con una "falla acquifera elevata" sarebbe stato protetto dalle forti radiazioni superficiali, creando potenzialmente un rifugio per la vita microbica. Sebbene il rover Curiosity non abbia trovato biosegnature definitive all'interno di queste specifiche formazioni boxwork, l'analisi chimica delle creste aiuta i ricercatori a comprendere la durata e il pH dell'acqua che un tempo scorreva nel Cratere Gale, fattori critici per l'astrobiologia.
Cosa ci dicono le creste boxwork sul passato acquatico di Marte?
Le creste boxwork rivelano che Marte possedeva sistemi idrici sotterranei persistenti durante un clima in via di inaridimento, estendendo la finestra di abitabilità nella storia del pianeta. Queste formazioni indicano che, anche mentre i laghi superficiali scomparivano, l'acqua sotterranea continuava a scorrere attraverso le fratture, depositando minerali come il solfato di calcio. Ciò suggerisce una transizione complessa in cui il pianeta è rimasto idrologicamente attivo sotto la superficie per milioni di anni.
- Viaggio nel tempo geologico: Gli strati del Monte Sharp fungono da registro cronologico, con il boxwork che appare in strati specifici che rappresentano un ambiente in fase di essiccamento.
- Evoluzione chimica: Le variazioni nei minerali trovati nelle creste aiutano gli scienziati a mappare i cambiamenti nella chimica dell'acqua marziana nel tempo.
- Longevità idrologica: La scala e la complessità del boxwork suggeriscono che l'acqua sotterranea non è stata un evento fugace, ma una caratteristica stabile a lungo termine della crosta marziana.
Confrontando queste strutture marziane con il boxwork presente sulla Terra, come quello nel Parco Nazionale di Wind Cave, i ricercatori possono dedurre il volume d'acqua necessario per creare reti così estese. I risultati del 4.671° sol di Curiosity rafforzano la teoria secondo cui il Cratere Gale era un tempo un ambiente dinamico dove l'acqua interagiva con la crosta in vari modi, spaziando da laghi profondi a intricati sistemi idrotermali sotterranei.
Qual è il futuro di Curiosity e della geologia marziana?
Mentre il rover Curiosity continua la sua ascesa del Monte Sharp, il suo obiettivo primario si sposterà verso altitudini più elevate dove si prevede che la composizione minerale cambierà ulteriormente. Questi futuri obiettivi permetteranno al team scientifico della NASA di determinare se l'acqua sotterranea che ha formato il boxwork fosse localizzata o parte di un acquifero marziano globale. Le analisi future che utilizzeranno la ChemCam e gli strumenti di perforazione del rover mireranno a identificare le specifiche firme isotopiche dei minerali all'interno delle creste.
La scoperta di queste "ragnatele" serve a ricordare la longevità della missione e la complessità del paesaggio marziano. Ogni metro scalato dal rover fornisce una nuova pagina nella storia del sistema solare, aiutando l'umanità a capire se Marte sia stato un tempo un gemello della Terra o un mondo unico con il proprio percorso evolutivo distinto. Con ogni nuovo panorama, Curiosity ci porta più vicini a rispondere alla domanda definitiva: siamo mai stati soli nell'universo?
Comments
No comments yet. Be the first!